Reazione di ossidazione

Reazione di ossidazione

3. Reazione di ossidazione: formazione di aldeidi, chetoni, acidi carbossilici

L’ossidazione degli alcoli dipende:

a. dalla classe di appartenenza degli alcoli

b. dalla forza dell’ossidante

Dagli alcoli primari si ottengono le aldeidi, che poi possono essere ossidate ulteriormente ad acidi carbossilici.

Quando un alcol si ossida ad aldeide o chetone e poi ad acido carbossilico, il numero di legami con l’ossigeno dell’atomo di carbonio aumenta da uno a due a tre, praticamente il numero di ossidazione del carbonio aumenta passando da alcol (-1) ad aldeide (+1) e infine ad acido (+3) e diminuisce il numero di atomi di idrogeno.

Gli ossidanti usati per portare gli alcoli ad acidi carbossilici sono il permanganato di potassio in ambiente acquoso (KMnO4), il bicromato di potassio in acido solforico (K2Cr2O7 ,H2SO4), si usa anche il reattivo di Jones, reagente utilizzato in laboratorio, che è anidride cromica disciolta in acido solforico acquoso (CrO3, H2SO4).

Alcuni esempi di reazioni sono i seguenti:

In laboratorio, il metodo migliore per fermare la reazione allo stato di aldeide è quello di usare un reagente specifico, il clorocromato di piridinio (PCC):

Gli alcoli secondari sono ossidati a chetoni:

Ad esempio il 2-butanolo in presenza di un forte ossidante il permanganato di potassio in ambiente acido forma il butanone:

Gli alcoli terziari non avendo atomi di idrogeno sul carbonio che porta l’ossidrile, non danno reazioni di ossidazione.

Reazione di ossidazione

Reazioni degli alcoli: Rottura del legame C – O

2. Rottura del legame C – O; Comportamento basico

Gli alcoli comportandosi da base, accettano uno ione idrogeno da un acido. Per rompere il legame C – O è necessario un acido molto forte (acido solforico) alla temperatura di 180°C. Le reazioni di rottura del legame C – O sono:

2.1. reazione di disidratazione; il prodotto che si forma è un alchene.

2.2. reazione di idroalogenazione: il prodotto che si forma è un alogenuro alchilico

2.1. Reazione di disidratazione: formazione di alcheni

La reazione di disidratazione dell’etanolo (alcol primario) è rappresentato dalla seguente equazione:

L’alcol comportandosi da base con i suoi doppietti elettronici sull’ossigeno, attaccacono lo ione  H+ l’acqua viene prima protonata e poi eliminata formando un carbocatione: 

Tanto più stabile è il carbocatione intermedio, tanto più facilmente si rompe il legame C – O. Di conseguenza sono più basici gli alcoli terziari; l’ordine di basicità è il seguente:

La reazione di disidratazione degli alcoli può essere impiegata come metodo di sintesi degli alcheni; è una reazione di eliminazione, che può avvenire con meccanismo E1 o E2, a seconda della classe a cui appartiene l’alcol. La disidratazione di un alcol terziario avviene con meccanismo E1, quella di un alcol primario con meccanismo E2.

Facciamo un esempio di una reazione di disidratazione con meccanismo E1 di alcol terziario. Consideriamo l’alcol t-butilico.

Il primo passaggio comporta la protonazione reversibile del gruppo ossidrilico e la formazione di una molecola di acqua protonata:

Il secondo passaggio, che è lo stadio che determina la velocità, comporta l’eliminazione dell’acqua come gruppo uscente e formazione di un carbocatione terziario:

Il terzo e ultimo passaggio si completa con la perdita di un protone da un atomo di carbonio adiacente al carbocatione e formazione dell’alchene.

La reazione complessiva di disidratazione è data dalla somma dei tre passaggi:

Gli alcoli secondari e terziari con almeno 4 atomi di carbonio possono dare due alcheni: l’atomo di idrogeno che viene eliminato si può staccare da uno dei due atomi di carbonio legati al carbonio del gruppo ossidrile – OH. Ad esempio dal 2-metil-2-butanolo si possono formare due alcheni. Il 2-metil-1-butene se viene eliminato l’idrogeno dal carbonio 1, il 2-metil-2-butene se viene eliminato l’idrogeno dal carbonio 3. Secondo la regola di Zaitsev prevale l’alchene con il doppio legame più sostituito, cioè con il maggior numero di gruppi alchilici legati ai carboni del doppio legame. Nel nostro esempio l’alchene prevalente è il 2-metil-2-butene.

Il meccanismo della reazione di disidratazione negli alcol primari avviene senza la formazione del carbocatione primario in quanto intermedio roppo instabile; la perdita di acqua e del protone adiacente avvengono simultaneamente con meccanismo E2. Il meccanismo dell’etanolo è il seguente:

2.2. Reazione di idroalogenazione: formazione di acidi alogenidrici

Gli alcoli reagiscono con gli acidi alogenidrici (HCl, HBr, HI) per formare alogenuri alchilici (cloruri, bromuri e ioduri). In termini generali la reazione può essere così descritta:

Questa reazione è di sostituzione nucleofila con meccanismo SN1 se avviene con alcol terziari. La velocità e meccanismo di reazione dipendono dalla classe di appartenenza dell’alcol, se terziario, secondario o primario, in quanto si forma un carbocatione come intermedio. 

Consideriamo un alcol terziario: alcol t-butilico; la reazione procede con meccanismo SN1, attraverso un carbocatione intermedio:

Il primo passaggio comporta la protonazione reversibile del gruppo ossidrilico e la formazione di una molecola di acqua protonata:

Il secondo passaggio, che è lo stadio che determina la velocità, comporta l’eliminazione dell’acqua come gruppo uscente e formazione di un carbocatione terziario:

Il terzo passaggio è l’attacco del nucleofilo lo ione cloruro al carbocatione; quest’ultimo stadio è veloce.

Consideriamo un alcol secondario: la reazione con velocità intermedia e con entrambi i meccanismi SN1 e SN2. La reazione essendo più lenta è catalizzata dal cloruro di zinco (acido di Lewis) che si coordina al doppietto dell’ossigeno, facilitando la rottura del legame C – O

Gli alcoli primari e secondari possono essere trasformati in alogenuri alchilici per reazione con il cloruro di tionile. Si forma un estere clorosolfito che è un intermedio, seguita dalla reazione di sostituzione nucleofila SN1 o SN2, a seconda della classe di appartenenza dell’alcol.

Anche gli alogenuri di fosforo, come il tribromuro di fosforo, trasformano gli alcoli in algenuri alchilici

Reazione di ossidazione

Reazioni degli alcoli: Rottura del legame O – H

Gli alcoli possono dare origine a tre tipi di reazioni:

1. Rottura del legame O – H (comportamento acido)

2. Rottura del legame C – O (comportamento basico)

3. Ossidazioni 

1. Rottura del legame O – H; Comportamento acido

Abbiamo già visto che gli alcoli sono acidi debolissimi. La forza acida è simile al quella dell’acqua (Ka =  1016 )

Ricordiamo anche che l’acidità aumenta passando da alcoli terziari a primari. Infatti un acido è tanto più forte quanto più è stabilizzata la sua base coniugata, a causa dell’effetto induttivo +I. Infatti, le basi coniugate degli alcoli sono tanto più stabilizzate quanto minore è il numero dei gruppi R; da ciò deriva che le più stabili sono quindi le basi derivate dell’alcol metilico e degli alcoli primari. Inotre, si deve aggiungere che l’alcossido derivante dall’alcol primario è più stabilizzato dalla solvatazione rispetto ai derivati degli alcoli secondari e teriziari, in quanto in questi l’impedimento sterico dei gruppi R ostacola l’avvicinamento dell’acqua.

L’ordine di basicità degli alcossidi è il seguente:

Essendo gli alcoli acidi molto deboli, la loro dissociazione ionica può avvenire solo con ambienti forti. E’ possibile rompere il legame O – H degli alcoli mediante una reazione di ossidoriduzione con metalli alcalini (simbolo Me): il metallo si ossida, mentre l’idrogeno liberato dall’alcol si riduce a idrogeno molecolare formando un sale detto alcossido o alcolati

Il nome dell’alcossido è costituito dalla radice del nome dell’alcol corrispondente seguito dal suffisso -ossido, dalla preposizione di e dal nome del metallo.

La reazione tra l’etanolo e il sodio metallico è rappresentata dalla seguente equazione:

La reazione può avvenire anche con sodioammide (Idrossido di sodio non ha forza basica a sufficienza):

La reazione può avvenire anche con un idruro metallico:

Reazione di ossidazione

Acidità e basicità degli alcoli

Gli alcoli si comportano da acidi di Brønsted e Lowry

Per la presenza del legame O – H fortemente polarizzato, gli alcoli in acqua cedono uno ione idrogeno (H+) all’acqua (base) con formazione di uno ione alcossido (RO) e dello ione ossonio (H3O+)

La forza di un acido si esprime quantitativamente mediante la costante di dissociazione acida Ka, espressa dalla seguente relazione:

Gli alcoli sono acidi molto deboli perchè hanno valori molto bassi della costante di di dissociazione acida Ka. Poichè questi valori sono molto piccoli si preferisce esprimere l’acidità con i valori di pKa. Ka e pKa sono legati dalla seguente relazione:

Un alcol è tanto più acido quanto maggiore è il valore di Ka, quindi minore sarà il valore di pKa.

Riepilogando:

Maggiore forza acida dell’alcol – Maggiore Ka – Minore pKa

Minore forza acida dell’alcol – Minore Ka – Maggiore pKa

Dai valori di Ka e pKa risulta che gli alcoli primari sono più acidi di quelli secondari e questi sono più acidi di quelli terziari.

L’ordine di acidità crescente è il seguente:

La presenza di un gruppo alchilico o di un alogeno nella molecola dell’alcol può aumentare o diminuire l’acidità per effetto induttivo. I sostituenti elettron-donatori (gruppi alchilici) diminuiscono l’acidità, mentre i sostituenti elettron-attrattori (alogeni) aumentano l’acidità

Ad esempio il 2,2-dimetil-1-propanolo è meno acido dell’1-propanolo. La diversa acidità si giustifica con la presenza nella molecola del 2,2-dimetil-1-propanolo di più gruppi alchilici elettron-donatori, che diminuiscono la tendenza dell’ossigeno ad attrarre gli elettroni di legame condivisi con l’idrogeno.

Anche l’etanolo è meno acido dell’1-cloroetanolo: la diversa acidità si giustifica con la presenza nell’1-cloroetanolo dell’atomo di cloro che, essendo elettronattrattore, aumenta la tendenza dell’atomo di ossigeno ad attrarre gli elettroni di legame con l’idrogeno.

Gli acidi si comportano da basi di Lewis

Per la presenza di due doppietti elettronici liberi sull’atomo di ossigeno, gli alcoli si possono comportare da basi di Lewis, in quanto possono condividere un doppietto elettronico con uno ione idrogeno H+

L’alcol legandosi allo ione idrogeno H+ di un acido, forma un alcol protonato. Questo alcol è un composto intermedio instabile che successivamente libera acqua con formazione di un carbocatione (R+)

Gli alcoli sono basi molto deboli. Gli alcol terziari sono più basici di quelli secondari e di quelli primari. Questa proprietà si giustifica con la maggiore stabilità del carbocatione terziario rispetto al carbocatione secondario e primario. Essendo che gli alcoli si possono comportare sia da acidi che da basi, sono considerati composti anfoteri. L’ordine di basicità crescente è il seguente:

Reazione di ossidazione

Alcoli: Proprietà Fisiche

A temperatura ambiente, i primi dodici termini sono allo stato liquido, i termini superiori sono allo stato solido.

Gli alcoli sono composti polari; l’ossigeno, ha un’elettronegatività di 3.5 superiore all’idrogeno e carbonio. L’elevata elettronegatività induce sul carbonio e idrogeno una parziale carica positiva frazionaria mentre l’ossigeno diventa parzialmente negativo.

Due molecole di alcoli interagiscono a causa dell’attrazione dipolo-dipolo, in a cui si aggiunge il legame a idrogeno.

I legami a idrogeno sono legami deboli, ma il loro grande numero fa si che occorre somministrare molta energia, sotto forma di calore, per rompere tutti i legami. Questo spiega le alte temperature di ebollizione degli alcoli rispetto agli idrocarburi, agli alogenuri alchilici e agli eteri aventi la stessa massa molecolare.

La presenza del gruppo idrofilo -OH conferisce agli alcoli la possibilità di formare legami a idrogeno intermolecolari con le molecole di acqua. Questi legami sono responsabili dell’alta solubilità degli alcoli a bassa massa molecolare.

Aumentando la massa molecolare il gruppo alchilico idrofobico (R) prevale sul gruppo idrofilo (-OH) e la solubilità diminuisce.

La seguente tabella mostra la solubilità in acqua dei primi sei termini degli alcoli saturi a catena lineare, si può osservare che aumentando la massa molecolare, aumenta la temperatura di ebollizione e diminuisce la solubilità: l’esanolo è praticamente insolubile in acqua, questo alcol e i successivi saranno solubili nei solventi organici, come per esempio benzina, etere, benzene, cloroformio.

Reazione di ossidazione

Alcoli: Nomenclatura e Classificazione

IL GRUPPO OSSIDRILE

Gli alcoli, i fenoli e gli eteri sono tre classi di composti organici che possono essere considerati derivati organici dell’acqua, in cui uno o entrambi gli atomi di idrogeno dell’acqua sono sostituiti da gruppi alchilici o arilici.

Gli alcoli sono derivati dell’acqua per sostituzione di un atomo di idrogeno con un sostituente alchilico. Il gruppo -OH, detto ossidrile, è il gruppo caratteristico degli alcoli. Il gruppo -OH negli alcoli è legato a un carbonio ibridato sp3

Gli alcoli sono composti caratterizzati dalla presenza del gruppo funzionale idrossido o ossidrile -OH legato a un atomo di carbonio ibridato sp3

La formula molecolare generale:

 R – OH

R è un gruppo alchilico che può essere saturo o insaturo.

NOMENCLATURA DEGLI ALCOLI

Gli alcol si distinguono in alcoli saturi e alcol insaturi.

Gli alcoli saturi sono composti formati da una catena di atomi di carbonio lineare o ramificata, legata da legami semplici e dal gruppo funzionale ossidrile -OH

Le regole IUPAC per gli alcoli saturi prevedono:

1. scelta della catena di atomi di carbonio più lunga fra quelle che portano il gruppo ossidrilico.

2. la numerazione della catena in modo da attribuire all’atomo di carbonio che porta l’ossidrile il numero più basso possibile.

3. sostituire la desinenza -o dell’alcano nel corrispondente -olo.

Alcuni alcoli sono noti con il nome tradizionale. Questo nome è attribuito dal termine alcol seguito dal nome dell’alcano corrispondente sostituendo il termine -ano con il suffisso -ilico.

Gli alcoli insaturi hanno il gruppo ossidrilico e il doppio o il triplo legame. In questo caso il gruppo ossidrilico (suffisso -olo) ha la priorità sul doppio legame degli alcheni (suffisso -ene) e sul triplo legame degli alchini (suffisso -ino). Il nome agli alcoli insaturi è dato:

1. dal numero che indica la posizione del legame multiplo

2. nome dell’idrocarburo insaturo

3. numero che indica la posizione del gruppo -OH, seguito dal suffisso -olo

Esempi:

Gli alcoli insaturi sono composti nei quali sono presenti il gruppo ossidrile -OH e un legame multiplo, doppio o triplo.

Classificazione degli alcoli

Gli alcoli saturi e insaturi si distinguono in alcoli primari, secondari e terziari a seconda del numero di gruppi alchilici legati al carbonio che porta l’ossidrile.

Alcol primario: se al carbonio che porta l’ossidrile è legato un gruppo alchlico

 

 Alcol secondario: se al carbonio che porta l’ossidrile sono legati due gruppi alchilici

 

 Alcol terziario: se al carbonio che porta l’ossidrile sono legati 3 gruppi alchilici